Nei giorni scorsi la vicenda Orsini, di cui in diverse occasioni ci siamo occupati su questo blog e ancor prima sul forum Treccani, ha conosciuto ulteriori sviluppi. Come si ricorderà, qualche settimana fa il direttivo dell'Ais ha deliberato di accogliere la richiesta di Orsini, a seguito del secondo giudizio favorevole della magistratura sul suo ricorso, di sottoporre il suo caso alla valutazione del collegio dei probi viri dell'associazione. In attesa di questa valutazione, e per offrire ulteriori elementi di analisi e giudizio, nei giorni scorsi la neo-coordinatrice della sezione di Sociologia politica dell'Ais ha inviato al Presidente dell'Ais e per conoscenza ad altri colleghi e a questo stesso blog, una lettera in cui la stessa, in rappresentanza della sezione, prendeva posizione ancora una volta a difesa dei commissari del concorso di Chieti e contro Orsini reo, a quanto si dice, di gratuiti e infondati attacchi alla dignità professionale. E prendeva posizione con tanto di parere legale richiesto dalla sezione stessa (o una sua minoranza qualificata) "sulle dichiarazioni fatte da Orsini al riguardo nelle sue mail inviate al Presidente dell’AIS e a molti colleghi". La lettera ha scatenato ovviamente reazioni, anche documentate, da parte sia di Orsini che di altri (in particolare Umberto Melotti e Luciano Pellicani). Tutto questo carteggio viene adesso pubblicato da "Per la sociologia", con una selezione dei documenti allegati. Lo pubblichiamo come l'abbiamo ricevuto, e in ordine cronologico, lasciando ai lettori la libertà di interpretare e valutare. Come al solito, sono auspicati e graditi commenti.
La lettera della neo-coordinatrice della sezione di Sociologia politica, del 25 ottobre 2012
Ai probi viri dell'AIS
e per conoscenza
al Presidente
al Vice Presidente
al Segretario Generale
al Direttivo
al Consiglio dei Saggi
Le accuse di un componente dell’AIS, dottor Alessandro Orsini, nei confronti di alcuni membri della Sezione di Sociologia Politica sulle modalità di svolgimento di un concorso per II fascia tenutosi a Chieti e oggetto di una recente sentenza del TAR di Pescara, rischiano di minare l’immagine non solo dei nostri colleghi, ma della stessa disciplina. E’ per questo che insieme ad alcuni colleghi abbiamo ritenuto di assumere un motivato parere legale sulle dichiarazioni fatte a riguardo da Orsini nelle sue mail inviate al Presidente dell’AIS e a molti colleghi.
Innanzitutto, recita il parere che alleghiamo “é certamente falso affermare che la magistratura ha censurato pesantemente l’operato della commissione per eccesso di potere e illogicità… E infatti, come è evidentissimo dalla lettura della sentenza, tale non è la valutazione che il Tribunale ha fatto della procedura, ma è una delle doglianze avanzate dall’Orsini (e non vagliate dal tribunale)”.
In secondo luogo non è attribuibile ai commissari la responsabilità della nullità del bando poiché risulta evidente che “la Commissione non sia certo dotata di poteri di modifica del bando e anzi la sua eventuale decisione di non ammettere opere non ancora edite sarebbe stata un’aperta ribellione al bando stesso che avrebbe portato con ancora maggiore celerità all’annullamento della procedura concorsuale.”